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I negoziati sul futuro Horizon Europe 2028–2034 avanzano, in particolare sul Pilastro 1 dedicato alla ricerca fondamentale, ma rimangono aperte questioni strategiche su governance, coordinamento con il Fondo europeo per la competitività (ECF) e ricerca a duplice uso e difesa. È quanto emerso dall’ultimo Consiglio dei ministri della ricerca sotto presidenza danese, che ha fatto il punto sui lavori prima del passaggio di consegne a Cipro.
Secondo il rapporto di avanzamento presentato dalla presidenza danese, uno dei principali nodi ancora irrisolti riguarda il coinvolgimento degli Stati membri nel processo di definizione delle priorità. La Commissione europea è chiamata a chiarire il futuro meccanismo di indirizzo strategico e lo strumento di coordinamento della competitività, che dovrebbero orientare le priorità dall’alto e favorire l’allineamento tra i diversi programmi di finanziamento UE. Su questo fronte, l’incertezza resta elevata.
Altro tema centrale è il rapporto tra Horizon Europe e il Fondo europeo per la competitività. Pur prevedendosi una sovrapposizione tematica sulle tecnologie strategiche, i governi chiedono maggiore chiarezza sulle modalità operative e sul perimetro di intervento dei due strumenti. La Commissione ha ribadito che un Programma quadro forte e autonomo rappresenterà il motore del futuro Fondo per la competitività, invitando a non considerarlo come una minaccia per ricerca e innovazione.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla ricerca in ambito sicurezza e difesa. La proposta della Commissione di rendere Horizon Europe a duplice uso by default ha raccolto consensi, ma persistono divergenze sul finanziamento dei progetti di difesa “puri”. In particolare, resta aperta la questione del ruolo dell’European Innovation Council (EIC) nel sostenere innovazioni critiche con applicazioni difensive e su come allocare le risorse, anche valutando un possibile accentramento degli investimenti nel perimetro dell’ECF.
Ulteriori chiarimenti sono richiesti sul futuro dell’European Institute of Innovation and Technology (EIT). Pur essendone richiamata la missione nella proposta della Commissione, diversi Stati membri chiedono che l’agenzia sia esplicitamente inclusa nel nuovo assetto del programma.
Sul fronte della ricerca di base, i governi hanno invece registrato progressi significativi. L’obiettivo condiviso è preservare ciò che funziona e che gode di una forte reputazione internazionale, in particolare per European Research Council (ERC) e azioni Marie Skłodowska-Curie (MSCA). In questo senso, il Consiglio sostiene il ripristino di mandati quadriennali per le presidenze di ERC ed EIC e rafforza le garanzie di autonomia scientifica dell’ERC, eliminando riferimenti che potrebbero limitarne l’indipendenza. Per le MSCA viene riaffermato il principio bottom-up, consentendo eventuali deroghe solo in casi debitamente giustificati e con risorse aggiuntive.
Per quanto riguarda la ricerca collaborativa, gli Stati membri chiedono di rivedere le regole sui partenariati pubblico-privati, che dovrebbero essere selezionati congiuntamente con i governi e coinvolgere almeno dieci Paesi, anziché cinque. Inoltre, nel futuro pilastro collaborativo si chiede di rafforzare la componente dedicata alle sfide sociali, ritenuta inizialmente insufficiente, ridefinendo le priorità su trasformazioni geopolitiche, ambientali e tecnologiche, società democratiche e sicure e culture e industrie creative europee.
Il dossier passerà ora al confronto con il Parlamento europeo, che ha accolto positivamente i progressi tecnici compiuti dal Consiglio, soprattutto sul rafforzamento dell’indipendenza di ERC ed EIC. Restano però distanze su governance e collegamenti con l’ECF, oltre che sul processo di associazione dei Paesi terzi a Horizon Europe, tema su cui gli eurodeputati chiedono maggiore coinvolgimento democratico. Sullo sfondo, infine, la partita più complessa: convincere i governi nazionali ad aumentare il budget, ritenuto insufficiente se corretto per l’inflazione, per garantire al prossimo Horizon Europe risorse adeguate alle ambizioni dell’Unione.